Sergio Covelli
Sergio Covelli





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Senza padre e madre, né rimorsi Zero resto Sai che botta fa un TIR quando cappotta



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Classificazione:
romanzo psicologico/avventura/ironico/thriller (?)


Versione cartacea:
pubblicato da Oppure Editore a Dicembre 2006
Codice ISBN 978-88-89149-99-7



Versione eBook:
pubblicato da Pecorenerecords a Aprile 2010
Codice ISBN 978-88-63690-76-7






Anteprima:
Dall'inizio fino alla fine della I parte
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Presentazioni:
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RIASSUNTO:

In cento ore allucinate di un destino accanito, di una continua sfida alla morte e di amore gridato a squarciagola, risucchiati in un vortice fra Firenze, Livorno e le montagne lucchesi, travolti da un vento capriccioso, indifferente ed imperterrito, scaraventati in un incubo oppressivo dalla pazzesca concomitanza di convergenze nagative, si incrociano e si intrecciano in modo casuale, ma con diabolica precisione, le vicende di questa storia vera in cui gli interpreti, proprio nell'insieme delle coincidenze, misurano il proprio io e scoprono il loro assurdo e beffardo destino.


COMMENTO:

"Ricordati, Zeza, che tra l'uomo e l'ombra non c'è simbiosi.
L'interdipendenza da simbiosi presuppone un reciproco vantaggio e questo, durante tutta la nostra esistenza, non avviene mai!
L'ombra è un diabolico parassita, ti divora piano piano, fino a consumarti tutta e solo quando sarai finalmente morta lei sarà soddisfatta perché soltanto allora di te non sarà rimasto altro che ombra!
Non mi credi, eh?"



ESTRATTO:

...era fuori da ogni logica risalire fino a lui, ma di sicuro qualcosa da attendersi ci doveva pur essere, se lo sentiva e non c'erano dubbi, c'era come un alone misterioso e sinistro che gli aleggiava attorno, come se, dopo la mega scossa di terremoto di un paio di giorni prima, ci si dovesse per forza aspettare, dopo la stasi, quanto meno, una o più scosse di assestamento.
In generale il suo stato psico-fisico non era affatto male, i dolori erano diventati solo un leggero fastidio assunto part-time, il pensiero di essere scampato alla morte donandola ad un altro non era più un senso di colpa profondo, era stato il cielo a volere tutto ciò e cosa avrebbe potuto farci lui?
In definitiva, tutto bene… ma perché allora il suo recondito sismografo interiore non era ancora a riposo?, perché tutto continuava a vibrare così fortemente intorno a lui?, perché c'erano ancora delle piccole ondulazioni che facevano presagire, da un momento all'altro, un terribile tsunami in arrivo sulle coste toscane?